Ragazza afghana, Steve McCurry, 1984

Pakistan 1984. Nel vicino Afghanistan infuria l’ennesimo conflitto bellico: da una parte le forze della Repubblica Democratica dell’Afghanistan (RDA) appoggiate dalle truppe della confinante Unione Sovietica; dall’altra i mujaheddin, guerriglieri afghani sostenuti e finanziati da uno schieramento di nazioni estere. Questa guerra, come tutte le altre, lascia dietro di sé moltissimi orfani. Tra questi c’è Sharbat Gula, una ragazzina di 12 anni che vive in un campo profughi vicino Peshawar. Lì c’è anche Steve McCurry, un fotoreporter determinato a raccontare al resto del mondo cosa sta accadendo nella guerra Sovietica in Afghanistan. È così che fu scattata quella foto che ha catturato in un fotogramma degli occhi che rimangono impressi nella mente di chiunque la guardi.

Questo viaggio – il primo di molti – consacrerà il fotoreporter come narratore delle conseguenze che la guerra ha sugli esseri umani e sul paesaggio. Steve McCurry usa un obiettivo manuale Nikkor 105mm f/2.5 su una macchina Nikon FM2 con pellicola Kodachrome color slide film e, nonostante il disaccordo del redattore iconografico che preferiva una versione meno inquietante della foto in cui la bambina si copriva parte del volto con il suo scialle logoro, lo scatto diverrà la copertina del numero di Giugno 1985 della rivista National Geographic e diverrà una delle istantanee più famose nella storia della fotografia.

Cover National Geographic June 1985

Cover National Geographic June 1985

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